User Generated Content: il sonno dei giornalisti genera bufale

Sulla rete, e in particolare sui social, c’è un mondo di notizie, spesso tempestive, utili, uniche.
Questo vale soprattutto per il cosiddetto User Generated Content: il materiale prodotto non da professionisti ma da comuni cittadini, magari con il cellulare, e immesso nei circuiti social. Esonda un fiume? Su Twitter piovono fotografie delle strade allagate. C’è una manifestazione violenta? Ecco il video realizzato da una persona che, magari per caso, si è trovata di fronte al lancio di molotov o alla carica della polizia. Sparatoria al centro commerciale? Su Facebook c’è una persona che sostiene di trovarsi proprio lì, nascosta in un camerino, e descrive accuratamente la scena. Continua a leggere

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Jihadisti nel set di Star Wars in Tunisia? Non pervenuti.

Non bastavano i predoni Tusken. Stando a quanto riportato da diverse fonti di informazione, ultimamente a Tatooine gira della gran brutta gente: jihadisti o aspiranti tali. La città berbera di Tataouine, da cui George Lucas ha tratto ispirazione per battezzare il pianeta dai due soli, sarebbe infatti nelle mani di gruppi affiliati all’Isis. Per molti, la notizia è stata una stilettata al cuore: i luoghi di Star Wars sono oggetto di un vero e proprio pellegrinaggio da parte dei fan, e a nessuno piace pensare che un manipolo di terroristi si stia aggirando sul set del proprio film preferito. È quindi con grande gioia che vi dico che potete tirare un respiro di sollievo: è una bufala.

 Luke Skywalker su Tatooine in una famosa scena di "Star Wars - Una nuova speranza"

Luke Skywalker su Tatooine in una famosa scena di “Star Wars – Una nuova speranza”

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Google contro le bufale? È presto per cantar vittoria.

scared cow bufala mucca spaventata

Tempi duri per le bufale del web. Dopo Facebook, anche il motore di ricerca più usato al mondo potrebbe scendere in campo per rendere meno visibili le notizie false. L’arma segreta? Un nuovo algoritmo, attualmente in fase sperimentale. Potrebbe essere l’inizio della fine, per bufale e compagnia bella, ma è presto per dirlo. Mountain View ha già messo le mani avanti:  “Per ora non abbiamo in progetto di implementare il nuovo algoritmo nei nostri prodotti“. La vera notizia, quindi, è che non c’è nessuna notizia. Per ora, almeno.
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«Non sono d’accordo con quello che citi, ma darei la vita perché tu lo possa citare (purché la citazione sia vera)»

Questo mercoledì, dopo un mese di pausa, tornerà in edicola Charlie Hebdo. La (buona) notizia fornisce lo spunto per parlare di Voltaire, o, per meglio dire, del citazionismo selvaggio e indiscriminato delle (presunte) frasi del filosofo francese. In particolare, di questa:

«Non sono d’accordo con quello che dici, ma darei la vita perché tu lo possa dire»

La saggezza dei tempi andati

La saggezza dei tempi andati

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Complotti, Taylor Swift e “montagne di merda”, ovvero: come improvvisare un’intervista a Paolo Attivissimo

Paolo Attivissimo

Paolo Attivissimo

Il 10 febbraio, in occasione del Safer Internet Day 2015, l’Università Bicocca di Milano ha ospitato una serie di incontri sul tema della sicurezza sul web. Tra i relatori c’era anche Paolo Attivissimo, che oltre ad essere un debunker di prim’ordine è anche giornalista informatico, conduttore radiofonico e traduttore.

A quell’evento c’ero anche io, non in qualità di relatrice bensì di semplice giornalista (praticante), e il fato ha voluto che fossi seduta proprio dietro Attivissimo. Siccome so riconoscere i segnali del destino quando li vedo, mi sono fatta avanti e l’ho importunato per fargli qualche domanda per Bunker Debunker (improvvisando del tutto  un’intervista per la quale in un mondo ideale mi sarei preparata per giorni, ma questo è il bello della diretta). Ecco a voi il risultato.
Buona lettura!

Fare debunking è difficile, e non solo perché richiede molto studio e un paziente lavoro di fact-checking, ma anche perché spesso, soprattutto quando si ha a che fare con le teorie del complotto, si viene accusati di essere persone saccenti, ingenue o e al soldo della multinazionale di turno. C’è un modo migliore di altri per fare debunking senza essere attaccati? È possibile farsi veramente ascoltare da chi è fermamente convinto che una bufala o una teoria del complotto sia vera? Continua a leggere

Tu ti scatteresti un selfie mentre scappi dai militari israeliani?

Il 2 febbraio 2015 fa la sua comparsa sul web un tweet destinato ad avere parecchia visibilità:

Il numero di retweet è davvero impressionante: ad oggi sono 24mila e non accennano a fermarsi. Perchè? Perché la fotografia e la didascalia che la accompagna toccano un tasto dolente, quello dei rapporti tra palestinesi e forze di sicurezza israeliane (per non dire, più in generale, dei rapporti tra Israele e Palestina). Ma il selfie in questione è veramente quello che sembra? O siamo di fronte all’ennesima foto-bufala? Più o meno: la foto nasce come provocazione e si inserisce all’interno della campagna promozionale del nuovo album di un gruppo hip hop palestinese. Ma la gente che l’ha ritwittata ne sarà consapevole? Ho dei dubbi.  Continua a leggere

Le scottanti rivelazioni del guerrigliero dell’Isis non sono poi così scottanti. La morale? Vietato fermarsi al titolo.

Secondo StopEuro (poi ripreso da InformarePerResistere), un “comandante pachistano del califfato” avrebbe ammesso che l’Isis viene finanziato dagli Stati Uniti. O, quanto meno, così fa pensare questo loro titolo:

“Gli Stati Uniti ci finanziano”. La rivelazione di un guerrigliero dell’Isis

Le cose cambiano leggermente quando ci si confronta con la fonte originale. E, a voler ben vedere, anche addentrandoci nell’articolo di StopEuro, che contraddice il suo stesso titolo.  Continua a leggere

Questa non è Vanessa Marzullo

Le immagini sono mezzi potenti. Soprattutto nell’era dei social network, che è anche l’era della pigrizia. La foto-bufala di oggi, in questo senso, è a dir poco paradigmatica.

Su Facebook da qualche giorno circola questa immagine:

Bufala Vanessa Marzullo Isis

Immagine diffusa su internet a partire dal 27 gennaio.
Foto di Oggi.it

L’obiettivo è suggerire che una delle due cooperanti italiane rapite in Siria e recentemente liberate – suppongo Vanessa, dato che Greta è bionda – faccia in realtà parte dell’Isis. Si tratta di una bufala, peraltro piuttosto dozzinale (e non solo per via di quell’inspiegabile apostrofo dopo la parola “vergogna”). Oppure – e personalmente propendo per questa ipotesi – potrebbe essere opera di un trollContinua a leggere

Care aziende, la vostra pubblicità compare accanto a notizie false e incitazioni all’odio: #avoistabene ?

Se anche voi, come me, avete installato AdBlock qualche anno fa e da allora non ne avete più fatto a meno, può darsi che non ci abbiate mai pensato, ma dietro alle bufale c’è un vero e proprio business. Anzi, mi correggo: accanto alle bufale c’è un vero e proprio business.

I siti che hanno fatto della condivisione di bufale e di complotti il loro marchio di fabbrica generano molto traffico. Questo, ci piaccia o no, è un fatto. E chi si occupa di inserzioni pubblicitarie se ne è accorto, tanto che se vi fate un giro su uno di questi siti con AdBlock disattivato vi troverete di fronte a cose come queste:

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