User Generated Content: il sonno dei giornalisti genera bufale

Sulla rete, e in particolare sui social, c’è un mondo di notizie, spesso tempestive, utili, uniche.
Questo vale soprattutto per il cosiddetto User Generated Content: il materiale prodotto non da professionisti ma da comuni cittadini, magari con il cellulare, e immesso nei circuiti social. Esonda un fiume? Su Twitter piovono fotografie delle strade allagate. C’è una manifestazione violenta? Ecco il video realizzato da una persona che, magari per caso, si è trovata di fronte al lancio di molotov o alla carica della polizia. Sparatoria al centro commerciale? Su Facebook c’è una persona che sostiene di trovarsi proprio lì, nascosta in un camerino, e descrive accuratamente la scena. Continua a leggere

Annunci

Il piccolo eroe siriano? Un attore maltese.

video bambino siriano eroe salva

Il giovane siriano in azione (fotogramma tratto da Youtube).

Vi siete commossi guardando il video del ragazzino siriano che schiva miracolosamente i proiettili e salva una bambina dalla sparatoia?

In tal caso, è giusto che voi sappiate che il video in questione è stato girato a Malta da una troupe norvegese. Il presunto bambino siriano e la sua giovane amica sono in realtà due piccoli attori. Per i più scettici, c’è anche un video del backstage.

La storia di questo filmato è paradigmatica. Il regista – Lars Klevberg – ha realizzato il video ad arte in modo che sembrasse ripreso con un telefonino o con una telecamera amatoriale durante una vera sparatoria. Poi l’ha caricato su YouTube e ha lasciato che il web esplodesse. Era il 9 Novembre 2014. Quattro giorni dopo, il presunto bambino siriano e le sue eroiche gesta erano state viste da 4 milioni di persone. La maggior parte di loro deve aver creduto che il video fosse autentico, e anche se qualcuno aveva già qualche dubbio la commozione ha avuto la meglio. Siria, bambini, storia a lieto fine, filmato-verità: questi sono tutti ingredienti che garantiscono il successo. Nulla di nuovo. Ma la parte interessante è questa: stando a Klevberg, il tutto è stato fatto con le migliori intenzioni. Cinque giorni dopo la diffusione del video, il regista ha accettato di rispondere ad alcune domande della BBC e ha rilasciato le seguenti dichiarazioni:

“I wanted to be a voice for every child caught in war, not just in Syria. (…) So many children are getting killed or hurt there and nobody did anything in the media, trying to help them or write their stories. (…) By publishing a clip that could appear to be authentic we hoped to take advantage of a tool that’s often used in war; make a video that claims to be real. We wanted to see if the film would get attention and spur debate, first and foremost about children and war.”

Continua a leggere

Un tuffo con lo squalo – sì, ma con il video editing

Conoscete il video “Man Fights Off Great White Shark In Sydney Harbour”? Se la risposta è no, probabilmente tra il 12 e il 14 giugno 2014 eravate in vacanza – proprio come me. In quei giorni, il video in questione rimbalzava sui siti internet di mezzo mondo e veniva condiviso e commentato in modo ossessivo sui social. In poche parole: diventava virale. Pur trattandosi di un falso: un falso d’autore, perché davvero ben fatto, ma comunque un falso.

Diverse persone si sono occupate di fare debunking del video, ad esempio questo simpatico video-maker australiano dal gradevole accento:

http://www.youtube.com/watch?v=hJkXV_7609k Continua a leggere