Google contro le bufale? È presto per cantar vittoria.

scared cow bufala mucca spaventata

Tempi duri per le bufale del web. Dopo Facebook, anche il motore di ricerca più usato al mondo potrebbe scendere in campo per rendere meno visibili le notizie false. L’arma segreta? Un nuovo algoritmo, attualmente in fase sperimentale. Potrebbe essere l’inizio della fine, per bufale e compagnia bella, ma è presto per dirlo. Mountain View ha già messo le mani avanti:  “Per ora non abbiamo in progetto di implementare il nuovo algoritmo nei nostri prodotti“. La vera notizia, quindi, è che non c’è nessuna notizia. Per ora, almeno.
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Complotti, Taylor Swift e “montagne di merda”, ovvero: come improvvisare un’intervista a Paolo Attivissimo

Paolo Attivissimo

Paolo Attivissimo

Il 10 febbraio, in occasione del Safer Internet Day 2015, l’Università Bicocca di Milano ha ospitato una serie di incontri sul tema della sicurezza sul web. Tra i relatori c’era anche Paolo Attivissimo, che oltre ad essere un debunker di prim’ordine è anche giornalista informatico, conduttore radiofonico e traduttore.

A quell’evento c’ero anche io, non in qualità di relatrice bensì di semplice giornalista (praticante), e il fato ha voluto che fossi seduta proprio dietro Attivissimo. Siccome so riconoscere i segnali del destino quando li vedo, mi sono fatta avanti e l’ho importunato per fargli qualche domanda per Bunker Debunker (improvvisando del tutto  un’intervista per la quale in un mondo ideale mi sarei preparata per giorni, ma questo è il bello della diretta). Ecco a voi il risultato.
Buona lettura!

Fare debunking è difficile, e non solo perché richiede molto studio e un paziente lavoro di fact-checking, ma anche perché spesso, soprattutto quando si ha a che fare con le teorie del complotto, si viene accusati di essere persone saccenti, ingenue o e al soldo della multinazionale di turno. C’è un modo migliore di altri per fare debunking senza essere attaccati? È possibile farsi veramente ascoltare da chi è fermamente convinto che una bufala o una teoria del complotto sia vera? Continua a leggere

Houston, abbiamo un problema: il debunking non sta funzionando!

Oggi parliamo di una cosa preoccupante. Una cosa che mina alla base le fondamenta stesse di questo blog e dunque, sebbene indirettamente, anche della mia persona. Parliamo di una sconcertante verità: le bufale resistono al debunking. Lo dicono i dati, e probabilmente – anche se magari non ci avete fatto caso – lo dice anche la vostra esperienza personale.

Il fatto è che le bufale sono avversari temibili, perché possono fare affidamento su alcuni assi nella manica mica da ridere. Noi umani, poi, abbiamo delle caratteristiche che le bufale sanno volgere a proprio vantaggio. E, infine, di questi tempi l’arena principale in cui avviene la battaglia tende a favorire loro e a svantaggiare noi. Il risultato è, come mi è già capitato di dire, che le bugie, su internet, non hanno affatto le gambe corte. Paradossalmente, è la verità ad avercele. Le prove? Vediamole subito. A partire da un esempio pratico. Continua a leggere

“Le bufale non raccontano la realtà: raccontano la nostra visione di come vorremmo che fosse la realtà”

Foto di: Wikipedia

Foto di: Wikipedia

“Le bufale non raccontano la realtà: raccontano la nostra visione di come vorremmo che fosse la realtà. La vorremmo semplice e intuitiva. Vorremmo nemici facilmente individuabili anziché terroristi che si annidano tra noi. Vorremmo braccialetti che scacciano il cancro invece di complesse terapie ad alto rischio. Ma l’universo ha dimostrato ampiamente di fregarsene dei nostri desideri”

Lo ha detto Paolo Attivissimo, giornalista e blogger impegnato da anni in una lotta senza quartiere contro le bufale, in un’intervista rilasciata nel 2011 a Tempi. Si intitola: “Bufale 2.0: intervista al cacciatore di frottole Paolo Attivissimo” e secondo me vale proprio la pena di rileggersela.

Dove pascolano le bufale: il caso della sonda Rosetta e del telegiornale che fa male alla scienza

Vi avevo promesso un post pieno di dati e grafici sulla resistenza delle bufale al debunking, e non vi deluderò. Ma oggi parliamo di qualcos’altro. Parliamo di habitat. Dove vive una bufala? Di cosa si nutre? Chi la aiuta a prosperare nell’era dell’informazione?

Il punto di partenza è un quesito: come è possibile che la gente creda davvero a certe cose? Chiunque abbia una connessione internet e un briciolo di senso critico si è posto questa domanda almeno una volta. Le risposte possibili sono molte e talvolta piuttosto complesse. Avremo modo di vederne alcune nei prossimi mesi. Oggi, però, partiamo con un esempio: una nota dolente 100% made in Italy che dimostra come l’habitat delle bufale sia qualcosa che si plasma ogni giorno, nel bene e nel male. Il tema è la superficialità con cui (alcuni) media nostrani si confrontano con la scienza. Il pretesto è una storiaccia recente di cui probabilmente avete sentito parlare. Ma io ve la racconto meglio, quindi state sintonizzati. Continua a leggere