Indovina chi ha fatto vaccinare sua figlia (e lo ha scritto su Facebook)

Il 2015 è stato un anno difficile per i vaccini: gli Stati Uniti sono stati colpiti da un’epidemia di una malattia che le vaccinazioni avrebbero potuto prevenire (ci sono stati anche dei morti) e nel nostro Paese in molte regioni il numero di vaccinati è sceso in modo preoccupante. Ma la cosa più grave è che gli anti-vaccinisti sembrano sempre più numerosi, sempre più rumorosi e sempre più vistosi: sono su internet, sui social e persino in tv. Per colpa loro e delle loro teorie (scientificamente infondate), la reputazione dei vaccini peggiora di giorno in giorno. C’è bisogno di uno sponsor. E sabato  8 gennaio Mark Zuckerberg, il fondatore di Facebook, si è offerto volontario.

Il post con cui Zuckerberg ha annunciato che lui e la moglie Priscilla Chan hanno deciso di vaccinare la figlia Max.

Il post con cui Zuckerberg ha annunciato che lui e la moglie Priscilla Chan hanno deciso di far vaccinare la figlia Max.

Zuckerberg non è la prima celebrità a scendere in campo a favore delle vaccinazioni: nel corso del 2015 a precederlo sono stati Sarah Michelle Gellar, Salma Hayek e persino la famiglia West-Kardashian. E poi c’è stato l’endorsement di Hillary Clinton su Twitter:

“La scienza lo dice chiaramente: la terra è rotonda, il cielo è blu e i vaccini funzionano: proteggiamo i nostri bambini #paroladinonna”

Non va dimenticato che la moglie del fondatore di Facebook, Priscilla Chan, è una pediatra: questo significa che le decisioni sulla salute della piccola Max sono state prese con consapevolezza. Ma renderle pubbliche sul social ha un significato politico: con il suo vasto seguito e la sua enorme popolarità, Zuckerberg dà un grande contributo alla causa. Il 2016 inizia col segno più? Non proprio. Alla fine dello scorso anno, in Congo è scoppiata una grave epiedemia di morbillo. A gennaio la situazione è migliorata, ma la responsabile di Medici Senza Frontiere Caroline Voûte avverte: “Anche se l’epidemia nella regione del Katanga sta declinando, siamo ancora preoccupati per i numerosi casi di morbillo in altre zone del Paese”. Stando all’ultimo report ufficiale (che risale a dicembre), sono morte più di 400 persone. La maggior parte sono bambini di meno di cinque anni. Una storia che nei Paesi in via di sviluppo si ripete troppo spesso, e che da noi, dove ai vaccini siamo così abituati da aver iniziato a disprezzarli, non si racconta abbastanza.

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