La vera storia dell’agenzia CEN, ovvero la fabbrica delle notizie incredibili ma (non) vere

Un uomo in Cina si è tagliato il pene: la sua ragazza gli ha detto che non era abbastanza grande. In Russia, invece, un pescatore è stato aggredito da un orso: a salvarlo è stata la suoneria di Justin Bieber. E poi c’è quella bella ragazza orientale che offre sesso in cambio di ospitalità e così facendo si sta girando il mondo, ridefinendo per intero il concetto di viaggio low cost. Storie incredibili, ma vere. O, quanto meno, così vuole farvi credere la CEN, ovvero l’agenzia di stampa britannica Central Europe News.

Il (presunto) pescatore sopravvissuto al (presunto) attacco dell'orso grazie alla (presunta) suoneria di Justin Bieber.

Il pescatore in foto è sopravvissuto davvero all’attacco di un orso grazie alla sua suoneria. Ma non era di Justin Bieber (Foto di: CEN)

Il logo della CEN compare sulle fotografie che accompagnano molte delle notizie “pazzesche” e “assurde” che vi capita di leggere sul web o sui social. È la CEN a scovarle, scriverle e poi vendere a testate come DailyMail, Daily MirrorSydney Morning Herald e, fino a qualche settimana fa, BuzzFeed. Pacchetto completo: storie pruriginose, assurde, divertenti, a sfondo sessuale – in una parola: virali – pronte per essere pubblicate. Una vera manna dal cielo per i siti che fanno del click-baiting la loro filosofia, ma anche per quelli che vogliono proporre ai loro lettori un giusto mix tra informazione e divertimento. Ma qualcosa non torna. Prendiamo la storia del signore cinese che dopo aver mangiato troppo sushi ha scoperto di avere il corpo infestato di vermi. Quando la notizia diventa virale, il sito di debunking Snopes.com la prende in esame e scopre che fa acqua da tutte le parti. Una bufala, insomma.

Non è il solo caso, e a qualcuno viene il dubbio che ai signori di CEN non piaccia molto fare fact-checking. Al contrario, il sospetto è che abbiano una mania per l’esagerazione e l’invenzione – oltre che una buona dose di cattiva fede: molte delle notizie che l’agenzia offre ai suoi acquirenti si sono rivelate vere solo in parte, o sembrano essere state arricchite con dettagli, virgolettati e fotografie che poco hanno a che vedere con la realtà.

Così nasce “The King of Bullsh*t News“, l’inchiesta sulla CEN e sul suo sfacciato fondatore realizzata per BuzzFeed da Alan White, Tom Phillips e Craig Silverman (di cui Bunker Debunker pubblicherà presto un’intervista esclusiva). Un lavoro approfondito e ricco di dati, ma anche divertente come solo una storia in cui compare una (presunta) capra con due teste può essere. Oltre che essere un ottimo esempio di fact-checking su vasta scala, “The King of Bullsh*t News” dimostra ancora una volta che dietro a quelle che possono sembrare innocue notizie virali c’è spesso un vero e proprio business, incurante della deontologia e privo di scrupoli quando si tratta di infrangere la legge sulla proprietà intellettuale o diffamare persone innocenti.

Dal momento della pubblicazione dell’inchiesta, BuzzFeed ha smesso di acquistare i prodotti di CEN e ha scelto di dichiarare apertamente quali dei suoi precedenti articoli si basavano su di essa. Una bella prova di trasparenza che non può che fare onore alla testata e che dimostra che aspirare alla viralità non significa necessariamente rinunciare alla correttezza dell’informazione. Speriamo che altri giornali e siti web facciano altrettanto, oppure che l’agenzia CEN cambi rotta. Nel frattempo, se proprio avete fame di notizie strampalate potete seguire il profilo Twitter “AP Oddities“, che raccoglie tutte le notizie bizzarre trovate – e verificate – dall’Associated Press. Un esempio? Bè, c’è la storia del ladro che ha pensato bene di schiacciare un pisolino sul divano della casa che aveva appena finito di svaligiare…

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Un pensiero su “La vera storia dell’agenzia CEN, ovvero la fabbrica delle notizie incredibili ma (non) vere

  1. Pingback: “Le bufale? Un’opportunità per i giornalisti”: intervista a Craig Silverman // Hoaxes as an opportunity: an interview with Craig Silverman | – Bunker Debunker –

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