Totò Riina vuole combattere l’Isis?

Dal carcere è difficile comandare, si dice che nessuno c’è mai riuscito, ma Totò Riina è Totò Riina, fatemi uscire e caccerò via questa gentaglia dal nostro territorio. Ci tengo a pecisare che la mafia e l’unico timore per l’Isis.

Parole di Totò Riina in persona. La “gentaglia” a cui fa riferimento altro non è che l’Isis: ecco dunque il mafioso per eccellenza ergersi a paladino della patria dinanzi alla minaccia terroristica. Sembra l’inizio di un romanzo satirico a tema fanta-geopolitico, ma è solo l’ennesima bufala.

Riina mentre spiega alle forze del'ordine il suo piano per sconfiggere l'Isis. Foto tratta da oggi.it

Riina mentre spiega alle forze del’ordine il suo piano per sconfiggere l’Isis. Foto tratta da oggi.it

Sembra che a lanciare la storia sia stato il blog “cronaca siciliana” il 18 gennaio. Ma il merito (?) di aver reso la notizia virale va soprattutto a siti ben più abili a farsi strada nei social network, in particolare Informazione Libera e The Social Post. Nonostante la tempestiva segnalazione su Bufale.net, il numero di condivisioni dell’improbabile storia “Riina aspirante guerriero contro Isis” è piuttosto alto: ad oggi sarebbero almeno 13.000 le persone che hanno diffuso gli articoli sul tema sui social. Personalmente, spero che buona parte di queste condivisioni siano ironiche, ma la vita mi ha insegnato che peccare di ottimismo è molto facile quando si tratta di questo genere di cose.

Come si costruisce una bufala del genere? Con tanta fantasia, ma anche con un uso sapiente del copia incolla. I colleghi di Bufale.net segnalano ad esempio che alcune delle frasi attribuite a Riina sono in realtà copie quasi identiche delle dichiarazioni fatte dal presidente della Commissione per la riforma della legislazione antimafia Nicola Gratteri a Radio24 e riportate dal Fatto Quotidiano.

Stando alla bufala, poi, Riina avrebbe rilasciato le clamorose dichiarazioni al giornalista Michele Raimondi. Ma chi è costui? Apparentemente, nessuno. O meglio: tra tutti i Michele Raimondi che ho trovato su Google, l’unico che fa il giornalista è il personaggio di un romanzo. Quindi, a meno che non abbiamo a che fare con una persona innaturalmente abile a far sparire le proprie tracce dal web, siamo di fronte ad un altro elemento di fantasia.

Vorrei poi far sommessamente notare che l’intera storia poggia su fondamenta quantomeno traballanti. Riina, infatti, non può “chiedere e ottenere” incontri con i giornalisti come afferma l’articolo: il regime carcerario a cui è sottoposto, disciplinato dal famigerato articolo 41 bis, limita fortemente la possibilità di avere colloqui. Non è chiaro dunque come possa aver imbastito una conversazione così approfondita sull’Isis con chicchessia.

Per salvaguardarsi dal rischio di dare adito ad una notizia del genere, però, non è necessario essere esperti di giurisprudenza. Basta buttare un occhio alle fonti: se la notizia fosse stata vera, l’avrebbero trattata molti più giornali, e – perdonate l’osservazione apparentemente snobistica – testate più autorevoli. Ma in verità per non cadere nella trappola della bufala basterebbe ancora meno: sarebbe sufficiente cercare su Google e verificare se esistano conferme autorevoli o, al contrario, segnalazioni dei cacciatori di bufale. Prima di premere il tasto “condividi”, insomma, conviene rifletterci. Anche solo per qualche istante.

Chiara Severgnini

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