I fratelli Lumière e il treno carico di bufale

L’Arrivée d’un train en gare de La Ciotat. Forse questo nome non vi dice granché. Ma se vi dico “fratelli Lumière”, “primo film della storia”, “treno che arriva in stazione” e “spettatori nel panico” vi viene in mente qualcosa?

La storia di questi 50 secondi è molto nota, ma zeppa di imprecisioni. Ve la racconto per sommi capi e con qualche licenza poetica, così non vi annoiate. A fine ‘800 i fratelli Lumière girano un film di una noia mortale, ma per fortuna molto breve, che ha per protagonista un treno che arriva in stazione. Siamo a fine ‘800, la gente ancora non si è stufata dei treni e il cinematografo non è ancora nato: l’effetto sorpresa è assicurato. “L’Arrivée d’un train en gare de La Ciotat” è il primo film ad essere proiettato pubblicamente, in un cafè parigino, e riscuote un certo successo diventando il primo horror involontario della storia: al comparire del treno, infatti, gli spettatori terrorizzati si sarebbero dati alla fuga. Più di 100 anni dopo, i critici cinematografici – personaggi bizzarri, capaci di inaudita violenza, ma perdutamente sentimentali – continuano a servirsi di questa storia come di una sorta di simbolo, di paradigma interpretativo, a tal punto che si è parlato della storia della proiezione de “L’Arrivée d’un train en gare de La Ciotat” e del panico che avrebbe causato come di un “mito fondativo” del cinema. Peccato che la storia in sé sia probabilmente falsa. Prima di addentrarci nella parte veramente bufalosa della vicenda vorrei stuzzicarvi l’appetito mettendo qualche puntino sulle “i” a beneficio di chi, come me, non sa una fava di storia del cinema. Contrariamente a quanto spesso si dice, L’Arrivée d’un train en gare de La Ciotat non è il primo film della storia. Gli specialisti lo sanno bene, ma urge precisarlo per chi non fa parte di quella ristretta cerchia di addetti ai lavori e/o cinemaniaci. In realtà è abbastanza difficile – se non impossibile – stabilire con esattezza a quale filmato spetti l’ambito titolo di “primo film in assoluto”. Ma quel che è certo è che “L’arrivo del treno” non è neanche nella rosa dei candidati più papabili! Il film risale infatti al 1896, ed è quindi ben più tardo dell’entusiasmante “The horse in motion“, del 1878, e anche dell’intimista “Roundhay garden scene” che risale al 1888. “L’Arrivée d’un train”, per giunta, non è neanche il primo film dei fratelli Lumière. La prima proiezione pubblica dei loro pionieristici filmati risale infatti al 28 dicembre 1895, mentre il famoso treno ha debuttato qualche giorno più tardi, nel gennaio dell’anno successivo. Ma veniamo al sodo: gli spettatori si sono davvero spaventati a morte, vedendo il treno proiettato? La loro reazione terrorizzata è stata raccontata all’infinito. La maggior parte dei libri di storia e critica del cinema vi fa riferimento e sono pronta a scommettere che è stata utilizzata come incipit di almeno un centinaio di tesi di laurea e di altrettanti articoli di giornale. L’episodio è così famoso che c‘è chi l’ha sintetizzato con il termine “train effect”.

Train

Treni: nell’800 erano ancora una novità.

È difficile, in effetti, immaginare qualcosa di più adatto per simboleggiare la magia del cinema, la sua capacità di smuovere le emozioni umane. Eppure, non sembra esserci alcuna testimonianza in grado di accreditare l’idea che gli spettatori del film dei fratelli Lumière si siano davvero spaventati così tanto. In effetti, sembra che la storia della paura del pubblico abbia fatto la sua comparsa nei repertori di aneddotica cinematografica solo intorno agli anni ’50 – dunque almeno cinquant’anni dopo la famosa proiezione – e ad oggi non è ancora stata trovata alcuna fonte d’epoca in grado di confermarla. Lo studioso tedesco Martin Loiperdinger ha dedicato un articolo all’intera vicenda e nelle sue ricerche ha dimostrato che l’aneddoto viene dato per vero in modo del tutto acritico. Il punto è proprio questo: la storia non è inverosimile, ma soltanto non dimostrabile. Tuttavia, essendo stata riportata centinaia di volte (anche da fonti autorevoli), è diventata vera, o abbastanza vera da non essere più messa in discussione. Il buon Loiperdinger la mette giù dura:

“L’aneddoto secondo cui il pubblico si sarebbe sentito fisicamente minacciato [dal film] e per questo avrebbe reagito col panico deve essere relegato nel reame delle fantasie storiografiche”

Il suo intento è nobile, ma forse donchisciottesco. Ma chi sono io per giudicare? Bunker Debunker è un luogo donchisciottesco per definizione! Chiara Severgnini

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4 pensieri su “I fratelli Lumière e il treno carico di bufale

  1. Brava!!!!! Te lo dice una “storicocritica” del cinema che non sopporta le bufale!! E non sei stata prolissa, ma solo precisa…. In fondo gli stessi fratelloni non hanno inventato nulla, in un certo senso sono i nonni di Jobs….!!!!

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