Bufale al galoppo sui social network: che fare? Arriva Twitter Trails

Di questi tempi, i social network sono il pascolo prediletto delle bufale. O dovrei dire #bufale?

Mandria bufale al galoppo

Mandria di bufale al galoppo. Si dirigono verso un social network.

Nell’era del tasto “condividi” e dell’opzione “retweet”, una notizia falsa può galoppare liberamente per ore, giorni, settimane. Senza controllo, o quasi. I social network, infatti, potrebbero dotarsi di un sistema per sbarazzarsi delle bufale, ma non lo fanno perché non è nel loro interesse: quel che conta, per loro, è il numero di condivisioni, non la loro qualità. Ogni tanto, però, capita che siano gli utenti stessi a trasformarsi in efficaci cacciatori di notizie false, inesatte o incomplete. E tra tutti i social network, Twitter sembra quello in cui ciò avviene più di frequente.

È successo ad esempio nell’estate del 2011, nel pieno dei disordini che hanno sconvolto la Gran Bretagna, quando su Twitter si è diffusa la notizia che i rivoltosi di Birmingham fossero intenzionati ad attaccare il locale ospedale pediatrico. Grazie a questa infografica interattiva realizzata dal Guardian è possibile ricostruire l’intera parabola della vicenda sul social network. La bufala ha iniziato a circolare la mattina dell’8 agosto, ma entro le nove di sera dello stesso giorno la comunità di Twitter aveva già iniziato a sollevare qualche dubbio. Il giorno successivo, la bufala era stata ampiamente smascherata grazie ad alcuni utenti di Birmingham che avevano verificato personalmente che nessun manifestante si stava avvicinando all’ospedale. Come avremo modo di vedere nel prossimo post (sì: sto deliberatamente creando suspense), una bufala smascherata, purtroppo, non è una bufala neutralizzata, ma è già qualcosa, no? Io credo di sì. Non dimentichiamo che Twitter è uno strumento sempre più usato dai giornalisti, che possono servirsene per cercare, verificare o approfondire le notizie. Se un discreto numero di utenti mette in dubbio la veridicità di una storia e presenta fondate ragioni per farlo, i (bravi) giornalisti se ne accorgeranno, e prima di scrivere un articolo sul tema provvederanno a fare ulteriori controlli. Almeno in linea teorica.

Certo, fare questo genere di verifiche su un social network come Twitter non è un’impresa semplice: stando alle statistiche ufficiali, vengono pubblicati circa 500 milioni di tweet al giorno. Ma per fortuna c’è qualcuno che ha deciso di prendere la situazione in mano e che sta mettendo a punto uno strumento in grado di aiutare chiunque voglia capire in modo più semplice e rapido il grado di veridicità di una storia su Twitter. I nostri eroi sono i ricercatori del Wellesley College del Massachusetts e la loro creatura si chiama Twitter Trails. Di loro ha parlato di recente il Corriere della Sera sul blog Piazza Digitale.

Sul sito ufficiale, il progetto (che è ancora in fase sperimentale) viene definito come “un sistema per esaminare la visibilità e l’affidabilità delle storie che si propagano su Twitter”. Ma come funziona? Grazie ai suoi algoritmi, Trails è in grado di ricostruire l’intera storia di una notizia diffusa su Twitter a partire dal primo tweet, nonché di identificare gli utenti che l’hanno sostenuta e di trovare le versioni alternative che la contraddicono. Il tutto viene presentato in un’interfaccia molto user-friendly grazie a cui è possibile visualizzare la curva di condivisione, il numero di re-tweet totali e numerosi altri dati in forma grafica. Ma in che modo tutto questo ci può aiutare a valutare l’attendibilità di una notizia? Qui sta il bello. Basandosi sui dati raccolti, Trails segnala il grado di diffusione della notizia e vi associa un grado di “scetticismo” che va da undisputed a extremely doubtful in base alle reazioni degli utenti e alle storie alternative presenti su Twitter. La cosa interessante è che a influenzare questo parametro non è solo il numero di tweet che dichiara falsa la storia, ma anche il loro peso specifico, valutato attraverso una sorta di indice H.  Per ora, Trails ha seguito più di 150 storie, tutte consultabili sul loro sito. Vediamone una da più vicino.

Conoscete Cesar Millan?

cesar millan dogs

Il dog whisperer attorniato da cani adoranti.

Si tratta di un esperto di comportamento animale, famoso soprattutto per i suoi programmi televisivi su come addestrare i cani. Se anche voi, come me, avete un cane posseduto dal demonio dispettoso, forse anche voi avrete cercato vanamente di mettere in pratica i suoi consigli. Ad ogni modo, il dog whisperer – ebbene sì, il buon Cesar si fa chiamare così – è molto famoso e molto amato, soprattutto negli Stati Uniti. Non stupisce, quindi, che la notizia della sua morte di infarto abbia scatenato un certo polverone su Twitter. Alcuni utenti sono impazziti di dolore, altri – più saggiamente – sono andati a verificare se la storia fosse vera o no. Questi ultimi hanno potuto scoprire che Cesar Millan non ha avuto alcun infarto e anzi gode ancora di ottima salute: quella della sua morte era la solita bufala partita da un sito di notizie satiriche (come potete verificare qui). Ma cosa può dirci Trails di questa storia? Un sacco di cose! Sulla pagina ad essa dedicata sul sito, possiamo scoprire con pochi clic che la notizia falsa è stata twittata per la prima volta il 2 dicembre da un tale @alexgranados, che l’articolo sul tema più condiviso sul social network cinguettante è questo (più di 800 tweet), e che la storia ha raggiunto il suo picco di diffusione poco dopo le 13 del 4 dicembre. Non solo, grazie a Trails basta un colpo d’occhio per vedere che gli utenti di Twitter hanno reagito con un altissimo tasso di scetticismo alla storia:

cesar

Hurrà per gli utenti di Twitter, quindi, che hanno capito subito che la storia della morte del buon Cesar era falsa e hanno diffuso la notizia il più possibile.

Ma qual è il senso profondo di tutto ciò? Lo spiegano i creatori di Trails con questa frase che costituisce il nocciolo teorico della loro ricerca:

On Twitter, claims that receive higher skepticism and lower propagation scores are more likely to be false. On the other hand, claims that receive lower skepticism and higher propagation scores are more likely to be true.

Da bravi ricercatori, però, questi signori non pretendono che la loro teoria sia vera. Infatti Trails è anche un modo attraverso cui la stanno mettendo alla prova onde verificarne la validità. Se tutto va bene, quando la fase sperimentale del progetto sarà ultimata, sarà possibile servirsi di Trails per analizzare qualunque storia sia diffusa su Twitter. Personalmente, non vedo l’ora.

Se volete saperne di più, potete leggere questa appassionante pagina del blog del progetto in cui, tra le altre cose, i ricercatori spiegano anche perché, secondo loro, le bufale si propagano molto di più su Facebook rispetto a Twitter. Oppure, se avete voglia di svagarvi un po’, potete scoprire se è vero o no che quando l’auto di Putin viaggia viene attorniata dalle moto della scorta in modo da comporre la forma di un pene.

Cosa pensa il popolo di Twitter di questa storia? Suggerimento: il livello di scetticismo è abbastanza alto.

Cosa pensa il popolo di Twitter di questa storia? Suggerimento: il livello di scetticismo è abbastanza alto.

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Un pensiero su “Bufale al galoppo sui social network: che fare? Arriva Twitter Trails

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